giovedì 10 luglio 2014

la Sicilia con gli occhi di uno straniero

In questi giorni è tornato a trovarci a Poggibonsi un amico francese che è stato in Sicilia. Naturalmente abbiamo parlato della Sicilia: mi incuriosisce sempre vedere come gli altri vedano la mia isola.
Alex, così si chiama, è molto interessato alla storia dell’arte, ha uno sguardo attento, un grande amore per le opere dei grandi artisti,  è commovente vedere l’entusiasmo con cui parla  di pennellate, giochi di luce…
In Sicilia non si è interessato alle spiagge, nonostante facesse molto caldo e si sia scottato al sole della campagna, ma è andato per musei. E’stato favorevolmente colpito dal museo Paolo Orsi di Siracusa, di cui parecchi mi avevano parlato benissimo e che adesso vorrei tanto visitare. Mi ha detto che un museo così ben organizzato con così tanti  notevoli reperti dovrebbe essere annoverato tra i musei più importanti del mondo. Gli statunitensi si sognerebbero di avere tutto il ben di dio ( o meglio dell’uomo) che si trova lì dentro.
Ha incontrato, invece, parecchi problemi soprattutto a Messina. Era venuto nella città peloritana espressamente per vedere i due quadri di Caravaggio, ma arrivato al museo Regionale gli hanno detto che era chiuso, vedendolo poi molto provato gli hanno aperto il museo e lo hanno fatto stare lì dentro per 3 ore, per cui alla fine era felicissimo. Diciamo che ha trovato una persona che ha colto il suo amore per l’arte e che si è fidato di lui, avrebbe potuto essere anche un ladro che studiava il modo di rubare il quadro ( 3 ore davanti a un Caravaggio) o peggio che voleva distruggerlo….
Voleva vedere la Madonna di Antonello da Messina, ma era in prestito per una mostra al Palazzo Comunale di Messina, è andato al Comune e gli hanno detto che in realtà l’avevano già impacchettata per riportarla al museo.

A Catania voleva visitare il Palazzo Biscari. Era chiuso e c’era scritto di telefonare a un cellulare. Ha trovato il cellulare spento, ma è rimasto colpito dal fatto che il proprietario del palazzo stesso gli abbia telefonato per dirgli che al momento era fuori città, ma che al suo ritorno, dopo qualche giorno, gliel’avrebbe fatto visitare, ma purtroppo Alex non si è fermato tanto a Catania.
Mi chiedo perché ci si debba affidare sempre alla buona volontà del singolo e non ci sono orari precisi, personale preparato e ambienti che mettano in risalto i tesori che conserviamo come in tanti altri posti?
A Palermo ha scoperto che il quadro di Caravaggio era stato rubato negli anni ’60. Non so se si era male informato o se le guide che aveva non erano aggiornate, certo però si è consolato con la Cappella Palatina, che ha adorato, e con gli stucchi del Serpotta.

La cosa che lo ha lasciato di stucco poi è stato il viaggio in treno con attraversamento dello stretto in ferry boat ( è andato da Palermo a Roma).
 E’ una cosa che io ho fatto fin dalla più tenera età, per me è normale, ma parlando con i turisti, mi rendo conto che è qualcosa di molto strano per loro.



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