Siamo arrivati ad
Aprile, c’è aria di primavera e si incomincia a pensare alle vacanze di Pasqua.
La mia Sicilia è una
terra con antiche tradizioni, molte legate alla Settimana Santa, qualche anno
fa ho avuto l’opportunità di recarmi alla festa dei Giudei di San
Fratello che ho trovato molto particolare.
Questa festa comincia la domenica
della palme e si spiega per tutta la settimana, ma ha i suoi momenti di
maggiore particolarità nei giorni del mercoledì, giovedì e venerdì santo. Le sue
origini si crede risalgano al Medio Evo. Il nome deriva dai giudei che, quando Gesù salì sul monte Golgota, lo picchiavano e lo ingiuriavano. I giudei indossano un costume caratteristico
che viene custodito con cura da ogni
famiglia del paese: una giubba giallo oro, dei pantaloni rossi,
entrambi impreziositi da motivi floreali e una maschera
spaventosa con un
cappuccio che finisce con una specie di coda. Percorrono tutte le vie
del paese correndo e suonando delle trombe e dei campanacci, la processione diventa,
dunque, una sorta di sfilata carnevalesca, molto folkloristica volta a
distogliere l’attenzione dal dolore per la morte del Cristo.
Spulciando su
internet ho scoperto che anche ad Alcara li Fusi, altro bel paesino dei
Nebrodi, vi è una tradizione molto radicata. Vorrei andare ad assistere anche a
questa. Ma ormai sono anni che trascorro la Pasqua lontano dalla Sicilia.
Il Giovedì Santo si celebra una messa con i simulacri in cartapesta di Gesù e
degli apostoli, che è detta “Coena Domini” . Il Venerdì
santo all’alba del Venerdì Santo si ha una
processione con una pesante croce poi verso mezzogiorno mostrato durante una celebrazione ai
fedeli “U lignu a vera cruci” una croce in argento
con un frammento che si crede sia della vera Croce. Nel pomeriggio si ha la processione
dei “Misteri” che ricorda la passione di Cristo. Infine
la mattina di Pasqua viene
portata in spalla una statua della Vergine Addolorata in cerca del figlio
morto, nel quartiere Calvario davanti all’effige del Cristo risorto si toglie
alla Madonna il manto nero e le si fa indossare uno bianco.
Io della Pasqua ricordo la toccante processione del Venerdì Santo nella mia Gioiosa Marea , in cui si può sentire nell'aria una sorta di tristezza. Mi rimangono delle sensazioni: le luci delle candele, i canti tristi, il silenzio attonito di fronte alle statue che passano lentamente. Naturalmente ricordo poi la domenica di Pasqua in famiglia e la scampagnata del Lunedì di Pasqua, con mille cose da gustare, nella mia memoria è rimasto la cuddura, il pane con le uova
.
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