giovedì 27 marzo 2014

Viaggiatore, turista o rootista?


Qualche tempo fa ho letto un interessante articolo su una nuova maniera di fare turismo il cosiddetto Rooting che deriva dalla root radice.

Già si è parlato spesso della differenza tra il turista e il viaggiatore. Il turista tipico, senza voler offendere nessuno, è chi va in un villaggio turistico, in qualsiasi parte del mondo rimane nel villaggio a mangiare spaghetti a ridere degli sketch dell’animazione ( italiana) e del posto in cui si trova non sa nulla. Mi è capitato più volte, essendo cresciuta in un paese a vocazione turistica, di andare nella spiaggia del villaggio turistico e parlare con i turisti che non sapevano nemmeno che dietro il promontorio a occidente si trovava il mio paese ( nel cui comune era il villaggio).

Il viaggiatore, invece, solitamente zaino in spalla, cerca di entrare a contatto con la realtà che visita, con le popolazioni autoctone, per utilizzare un termine altisonante, fa un viaggio di tipo antropologico: mangia i cibi locali, prova a imparare delle piccole frasi per farsi capire. Certo la differenza sostanziale la fa anche la durata del soggiorno.

Nel post di qualche giorno fa ho parlato di Couchsurfing: ecco couchsurfing è un modo per entrare meglio nella realtà di un posto, per capire come vivono i locali. Certo non bisogna confondere il singolo con il tutto,  né fare di tutta l’erba un fascio. Se si viene  a contatto con una famiglia non significa che tutti in quel paese la pensino allo stesso modo, mangino le stesse cose , si vestano nella stessa maniera, abbiano lo stesso tipo di casa…Comunque si va a dormire per qualche giorno presso una famiglia e si può conoscere meglio qualcosa di un dato paese. La gente del posto magari conosce angoli segreti, sa fornire consigli preziosi.

Adesso si parla di Rooting: una filosofia di viaggio “basata sull’esperienza che porta a calarsi in atmosfere narrative ed artistiche  fino a diventare protagonisti di una commedia itinerante” ( così dice l’articolo). In pratica si va alla ricerca delle radici di un territorio per scoprire la sua essenza culturale, rurale, gastronomica. Solitamente è un viaggio esperienziale per chi è appassionato delle tradizioni, da fare in piccoli gruppi per poter condividere, ma è importante anche la singola esperienza all’interno del gruppo.

Cosa  ne pensate? In chi vi rivedete?

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